The Indonesian Association of Graphic Designers: il nuovo volto della grafica editoriale indonesiana

scritto da |7 giugno 2017|

Il mondo editoriale indonesiano sta riscoprendo l’importanza del lavoro grafico e del linguaggio visuale dopo averli per lungo tempo relegati su un piano molto marginale. Una vera e propria rinascita dell’immagine, nell’editoria e negli altri campi della comunicazione, della quale la Indonesian Association of Graphic Designers è una delle protagoniste e di cui alcune tappe fondamentali si sono consumate nel corso delle ultime edizioni della Fiera internazionale del libro di Francoforte.

Grafias ha incontrato Zinnia Nizar-Sompie, graphic designer e presidente della sede ADGI di Giacarta, città nella quale, insieme alla sorella, Ivy Aralia Nizar, è titolare dello Ampersand Studio, uno degli ancora pochi ma vivacissimi studi di grafica editoriale indonesiani.

di Cecilia Raneri e Serena Talento.

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Traduzione e migrazione sono la linfa vitale della cultura

scritto da |17 maggio 2017|

di George Szirtes, “The Guardian”, traduzione di Chiara Veltri.
Traduzione dall’ungherese dei versi di István Vas a cura di Andrea Rényi.

 

 

La cultura non è una faccenda puramente nazionale. Sono poeta e traduttore, e per me sarebbe inconcepibile leggere Chaucer senza essere consapevole delle figure di Dante e Boccaccio sullo sfondo, o Shakespeare senza Plutarco. O ancora, T.S. Eliot (anche lui immigrato in Gran Bretagna) senza far riferimento a centinaia di testi provenienti da altri paesi e scritti in altre lingue.

Questa forma di internazionalismo è la linfa vitale dell’arte. Non ha radici, è cosmopolita ed è un’espressione del libero pensiero. […]

Preannunciare un destino avverso: cosa possono dirci i romanzi di László Krasznahorkai sulla crisi dei rifugiati?

scritto da |3 maggio 2017|

 

László Krasznahorkai è conosciuto per i suoi romanzi impegnativi ed esistenzialisti e per la lunga collaborazione con Béla Tarr. Tuttavia, nonostante l’autore affermi il contrario, i suoi libri hanno preannunciato molto di quanto avvenuto in Ungheria negli ultimi anni.

di John McIntyre, “The Calvert Journal”, traduzione di Carlotta Spiga. […]

Sulla letteratura africana, la lingua e la politica delle storie

scritto da |22 marzo 2017|

di Ikhide Ikheloa, “Jalada”, traduzione di Daniela Esposito.

 

“Le urla di autori dalla prosa ingegnosa, alla maniera di James Joyce, Faulkner, Nabokov, Cormac McCarthy e Shirley Hazzard, stanno diventando sempre più rare, sacrificate sull’altare del minimalismo” Chigozie Obioma[1].

 

Molte lune fa (sì, lune!), in preda alla nostalgia e al desiderio dell’Africa che mi ero lasciato alle spalle per l’inferno di Babilonia, scrissi un pezzo di creative non-fiction pieno zeppo del genere di cose che ci si aspetta da uno scrittore africano. C’erano lune, corruzione e roba del genere. Lo inviai a un giornale occidentale e fu accettato per la pubblicazione. Questo è quello che scrisse uno degli editor in una mail in cui ero in copia:

“Ho un debole per questo tipo di scrittura entusiastica di persone, il più delle volte africane, asiatiche o caraibiche, il cui inglese è molto diverso dalla gran parte degli stili angloamericani”. […]

Les Trois Ourses, il progetto francese che sviluppa la sensibilità artistica dei bambini reinventando l’idea di libro

scritto da |9 febbraio 2017|

di Cristiana Lucentini e Cecilia Raneri.

 

 

Les Trois Ourses è un’associazione parigina con sede al numero 6 del Passage Rauch, nell’XI arrondissement. Il suo obiettivo è contribuire all’educazione artistica dei bambini servendosi di libri nati per essere delle vere e proprie opere d’arte. “Perché se l’infanzia è il momento privilegiato per lo sviluppo creativo della persona, stimolare precocemente l’immaginazione dei più piccoli, mantenendone viva la capacità di meravigliarsi, permetterà loro di intrattenere nel corso della vita un dialogo intimo e costruttivo con il mondo” dice la direttrice artistica dell’associazione, Aude Séguinier, che Grafias ha incontrato per farsi raccontare la storia di Les Trois Ourses e le innovative idee che ne muovono le iniziative. […]

Roberto Bolaño cancellato

scritto da |1 dicembre 2016|

Qualche mese fa è stata diffusa la notizia che i libri di Bolaño, autore feticcio di Anagrama, sarebbero passati, su richiesta della vedova Carolina López, dalle fila di Herralde a quelle di Alfaguara. Il marchio di proprietà della Penguin Random House ripubblicherà, insieme a vari inediti, l’opera omnia dell’autore di 2666. Con questo articolo, Ignacio Echevarría, designato dallo scrittore cileno consulente per le questioni letterarie, rompe un meditato silenzio. E lo fa per chiarire il proprio ruolo e quello di quanti ruotarono intorno alla figura di Bolaño nell’amministrazione postuma della sua opera; per dissipare dubbi e malintesi e, ancor di più, per raccontare cosa c’è dietro alla sconcertante decisione di Carolina López, la cui rottura con Herralde, come precedentemente con buona parte di quanti formavano la cerchia più vicina allo scrittore negli ultimi anni della sua vita, sarebbe dovuta all’essere stati testimoni della relazione di Bolaño con Carmen Pérez de Vega. Presenza dell’ultima parte della vita di Bolaño che sta subendo un vero e proprio processo di “cancellazione”.

 

di Ignacio Echevarría, “El Cultural”, traduzione di Giorgia Esposito. […]

La poesia femminile azera contemporanea

scritto da |2 novembre 2016|

Storicamente, le donne azere hanno sempre rivestito un ruolo decisivo nella definizione dell’identità nazionale e culturale dell’Azerbaigian. Alison Mandaville, poetessa e docente dell’Università della California, e Shahla Naghiyeva, traduttrice e docente dell’Università di lingue dell’Azerbaigian, hanno raccolto l’opera di cinque giovani poetesse azere contemporanee e l’hanno resa disponibile in rete in traduzione inglese. Nel presentarci la genesi del loro lavoro, le due traduttrici tracciano uno spaccato della storia culturale dell’Azerbaigian e del ruolo che tenacemente le donne azere hanno dovuto e devono ancora oggi conquistarsi quotidianamente.

di Alison Mandaville e Shahla Naghiyeva, “World Literature Today”, traduzione di Chiara Messina.

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La micronarrazione: un’introduzione al genere

scritto da |27 luglio 2016|

di Ginés Salvador Cutillas, “Quimera” (n. 386, gennaio ’16), traduzione di Simona Palminteri.

 

Un po’ di storia

Alcuni fanno riferimento al genere con il termine microracconto, altri con quello di miniracconto, mininarrativa, racconto brevissimo o iperbreve, ma su tutti si impone micronarrazione – utilizzato per la prima volta nel 1977 dal messicano José Emilio Pacheco per riferirsi ai suoi Inventarios[1] –, che non è altro, a grandi linee, che l’arte di raccontare qualcosa nel modo più breve possibile. Non deve stupire che il testo più famoso della micronarrazione, El dinosaurio[2] di Augusto Monterroso, sia composto da soltanto sette parole. Come sentenziò Baltasar Gracián: “Ciò che è buono lo è il doppio quando è conciso e anche il male, se è breve, sembra meno doloroso”[3]. […]

La rinascita della letteratura ucraina

scritto da |29 giugno 2016|

A lungo soffocata nella morsa della Russia, l’Ucraina sta finalmente vivendo la sua rinascita linguistica e letteraria.

 

di Steve Komarnyckyj, “Glasgow Review of Books”, traduzione di Gabriella Tonoli.
Consulenza linguistica e bibliografica per l’ucraino di Anita Vuco.

 

L’Ucraina incombe sulla cartina dell’Europa dell’est come un drago, il muso strofinato contro la Polonia e la coda mozza che s’inabissa ai bordi del Mar Nero. Eppure questo paese, il cui nero suolo attirò invasori sin dall’epoca in cui Gengis Khan piantò la sua tenda nella grande steppa, rimane invisibile. La letteratura ucraina è all’altezza di quella dei suoi vicini slavi, ma in Occidente è sconosciuta. […]

Edicola ediciones, l’editoria in Cile ai tempi della Furia del libro

scritto da |10 giugno 2016|

 

Nata nel 2013, Edicola ediciones è una casa editrice indipendente italocilena. Con due sedi separate da un oceano e poco più di una decina di migliaia di chilometri, una a Santiago del Cile e una a Ortona, in Abruzzo, Edicola è parte attiva del clima di intenso fervore culturale e creativo che sta attraversando il Cile. Dopo una lunga fase di transizione cominciata nel 1990 con la caduta del trentennale regime dittatoriale presieduto dal generale Augusto Pinochet Ugarte, il Cile democratico di oggi è infatti una realtà viva e in fermento, le cui iniziative culturali trovano nuovo sostegno nelle istituzioni pubbliche e che ha visto negli ultimi anni la nascita di una delle più importanti fiere dell’editoria indipendente non solo sudamericana, il cui nome è già di per sé un esplicito manifesto di intenti: La furia del libro.

Grafias ha incontrato i fondatori di Edicola, Paolo Primavera e Alice Rifelli, con i quali ha parlato della loro impresa editoriale e di cosa significa oggi fare editoria in Cile.

di Cecilia Raneri e Serena Talento. […]