Are You an Echo? La poesia ritrovata di Kaneko Misuzu

scritto da |29 gennaio 2018|

Un libro illustrato celebra la vita e l’opera della poetessa giapponese scomparsa all’età di ventisei anni.

di Louise George Kittaka, “The Japan Times”, traduzione di Laura Strappa.
La traduzione dal giapponese dei versi di Kaneko Misuzu è di Francesca Rita Di Berardino.

 

Nella sua breve vita, la poetessa giapponese Kaneko Misuzu (1903-1930) ha prodotto un’opera su temi oggi non meno rilevanti di quando cominciò a comporre, quasi cento anni fa. In apparenza autrice di poesie per bambini, nel suo lavoro la Kaneko rivela un profondo rispetto per l’ambiente e una straordinaria consapevolezza della connessione che unisce tutti gli esseri viventi. […]

Le Tripode, casa editrice indipendente francese di arti, lettere e UFO

scritto da |20 dicembre 2017|

Grafias incontra Frédéric Martin, fondatore e direttore editoriale di Le Tripode. A differenza di un tavolo o di una sedia a quattro gambe, un tripode non potrà mai traballare e questo non per qualche magia ma perché “tre punti non allineati formeranno sempre un piano”, come sostengono la geometria euclidea e Frédéric Martin, della maison d’édition Le Tripode. Nata nell’autunno del 2012, al numero 16 di rue Charlemagne a Parigi, a pochi passi dalla rive droite della Senna, Le Tripode è una casa editrice al servizio della libertà creativa dei suoi autori, che privilegia le sensibilità più disparate e promuove “l’avanzata dissidente dell’immaginazione”. I tre piedi su cui poggia sono infatti le arti, la letteratura e les ovnis: gli UFO, oggetti letterari non identificati. Non a caso, i dischi volanti creati da H.G. Wells per la sua Guerra dei mondi si chiamavano appunto: tripodi. […]

Fantascienza africana e letteratura

scritto da |5 dicembre 2017|

di Chinelo Onwualu, “Omenana”, traduzione di Marella Fasano.

 

Ho trascorso le ultime settimane ad arrovellarmi su un’insolita domanda: la fantascienza africana ha influenzato la tecnologia e la progettazione industriale africane? La risposta è: beh, sì e no.

Scienza e fantascienza sono sempre state legate, e ciò vale anche per l’Africa. Il problema è che l’innovazione scientifica e la fantascienza africane non sono ancora sufficientemente presenti nel cinema e nella letteratura per poter dire quanto di preciso si influenzino a vicenda. E per diverse ragioni comuni.

Per cominciare, manca una terminologia per definire chiaramente tanto la fantascienza quanto l’innovazione scientifica africane.

La narrativa speculativa gode di una lunga tradizione in questo continente. Tuttavia, nessuno è stato ancora in grado di dare un nome preciso a questo tipo di storie.

C’è senza dubbio una bella differenza tra la narrativa speculativa scritta da chi ha investito nell’Africa e nel suo futuro e quella semplicemente ambientata in Africa – nella quale il continente fa da scenografia esotica o da mero sfondo. […]

El mundo sensual

scritto da |25 settembre 2017|

“El mundo sensual”, il saggio introduttivo di Valerie Miles a “Tierra”, il secondo numero della serie di “Granta en español” dedicata ai quattro elementi (Agua, Tierra, Aire y Fuego).

di Valerie Miles, “Granta en español”, traduzione di Cecilia Raneri e Serena Talento.

 

L’impronta di una mano, probabilmente femminile, fu per più di trentamila anni la muta testimone della quiete di una caverna preistorica. Fino all’inafferrabile istante in cui questa mano, immobile nell’aria come una freccia rupestre, colpì il bersaglio: l’occhio di Jean-Marie Chauvet, il 18 dicembre del 1994. E il tempo si ripiegò su sé stesso. “Sono stati qui”, sospirò quando la freccia della fortuna raggiunse le sue sopracciglia aggrottate. “Poche le fronti capaci, come quella di Shakespeare o Melantone, di salire così in alto e di scendere così in basso che gli occhi risultano laghi montani immoti, eterni, limpidi e al di sopra, tra le rughe della fronte, par d’essere sulle tracce dei palchi di pensieri che scendono ad abbeverarsi, come i cacciatori degli altopiani scozzesi dietro all’orme del cervo sulla neve”[1], scrive Melville. […]

The Indonesian Association of Graphic Designers: il nuovo volto della grafica editoriale indonesiana

scritto da |7 giugno 2017|

Il mondo editoriale indonesiano sta riscoprendo l’importanza del lavoro grafico e del linguaggio visuale dopo averli per lungo tempo relegati su un piano molto marginale. Una vera e propria rinascita dell’immagine, nell’editoria e negli altri campi della comunicazione, della quale la Indonesian Association of Graphic Designers è una delle protagoniste e di cui alcune tappe fondamentali si sono consumate nel corso delle ultime edizioni della Fiera internazionale del libro di Francoforte.

Grafias ha incontrato Zinnia Nizar-Sompie, graphic designer e presidente della sede ADGI di Giacarta, città nella quale, insieme alla sorella, Ivy Aralia Nizar, è titolare dello Ampersand Studio, uno degli ancora pochi ma vivacissimi studi di grafica editoriale indonesiani.

di Cecilia Raneri e Serena Talento.

[…]

Traduzione e migrazione sono la linfa vitale della cultura

scritto da |17 maggio 2017|

di George Szirtes, “The Guardian”, traduzione di Chiara Veltri.
Traduzione dall’ungherese dei versi di István Vas a cura di Andrea Rényi.

 

 

La cultura non è una faccenda puramente nazionale. Sono poeta e traduttore, e per me sarebbe inconcepibile leggere Chaucer senza essere consapevole delle figure di Dante e Boccaccio sullo sfondo, o Shakespeare senza Plutarco. O ancora, T.S. Eliot (anche lui immigrato in Gran Bretagna) senza far riferimento a centinaia di testi provenienti da altri paesi e scritti in altre lingue.

Questa forma di internazionalismo è la linfa vitale dell’arte. Non ha radici, è cosmopolita ed è un’espressione del libero pensiero. […]

Preannunciare un destino avverso: cosa possono dirci i romanzi di László Krasznahorkai sulla crisi dei rifugiati?

scritto da |3 maggio 2017|

 

László Krasznahorkai è conosciuto per i suoi romanzi impegnativi ed esistenzialisti e per la lunga collaborazione con Béla Tarr. Tuttavia, nonostante l’autore affermi il contrario, i suoi libri hanno preannunciato molto di quanto avvenuto in Ungheria negli ultimi anni.

di John McIntyre, “The Calvert Journal”, traduzione di Carlotta Spiga. […]

Sulla letteratura africana, la lingua e la politica delle storie

scritto da |22 marzo 2017|

di Ikhide Ikheloa, “Jalada”, traduzione di Daniela Esposito.

 

“Le urla di autori dalla prosa ingegnosa, alla maniera di James Joyce, Faulkner, Nabokov, Cormac McCarthy e Shirley Hazzard, stanno diventando sempre più rare, sacrificate sull’altare del minimalismo” Chigozie Obioma[1].

 

Molte lune fa (sì, lune!), in preda alla nostalgia e al desiderio dell’Africa che mi ero lasciato alle spalle per l’inferno di Babilonia, scrissi un pezzo di creative non-fiction pieno zeppo del genere di cose che ci si aspetta da uno scrittore africano. C’erano lune, corruzione e roba del genere. Lo inviai a un giornale occidentale e fu accettato per la pubblicazione. Questo è quello che scrisse uno degli editor in una mail in cui ero in copia:

“Ho un debole per questo tipo di scrittura entusiastica di persone, il più delle volte africane, asiatiche o caraibiche, il cui inglese è molto diverso dalla gran parte degli stili angloamericani”. […]

Les Trois Ourses, il progetto francese che sviluppa la sensibilità artistica dei bambini reinventando l’idea di libro

scritto da |9 febbraio 2017|

di Cristiana Lucentini e Cecilia Raneri.

 

 

Les Trois Ourses è un’associazione parigina con sede al numero 6 del Passage Rauch, nell’XI arrondissement. Il suo obiettivo è contribuire all’educazione artistica dei bambini servendosi di libri nati per essere delle vere e proprie opere d’arte. “Perché se l’infanzia è il momento privilegiato per lo sviluppo creativo della persona, stimolare precocemente l’immaginazione dei più piccoli, mantenendone viva la capacità di meravigliarsi, permetterà loro di intrattenere nel corso della vita un dialogo intimo e costruttivo con il mondo” dice la direttrice artistica dell’associazione, Aude Séguinier, che Grafias ha incontrato per farsi raccontare la storia di Les Trois Ourses e le innovative idee che ne muovono le iniziative. […]

Roberto Bolaño cancellato

scritto da |1 dicembre 2016|

Qualche mese fa è stata diffusa la notizia che i libri di Bolaño, autore feticcio di Anagrama, sarebbero passati, su richiesta della vedova Carolina López, dalle fila di Herralde a quelle di Alfaguara. Il marchio di proprietà della Penguin Random House ripubblicherà, insieme a vari inediti, l’opera omnia dell’autore di 2666. Con questo articolo, Ignacio Echevarría, designato dallo scrittore cileno consulente per le questioni letterarie, rompe un meditato silenzio. E lo fa per chiarire il proprio ruolo e quello di quanti ruotarono intorno alla figura di Bolaño nell’amministrazione postuma della sua opera; per dissipare dubbi e malintesi e, ancor di più, per raccontare cosa c’è dietro alla sconcertante decisione di Carolina López, la cui rottura con Herralde, come precedentemente con buona parte di quanti formavano la cerchia più vicina allo scrittore negli ultimi anni della sua vita, sarebbe dovuta all’essere stati testimoni della relazione di Bolaño con Carmen Pérez de Vega. Presenza dell’ultima parte della vita di Bolaño che sta subendo un vero e proprio processo di “cancellazione”.

 

di Ignacio Echevarría, “El Cultural”, traduzione di Giorgia Esposito. […]