Traduzione e migrazione sono la linfa vitale della cultura

scritto da |17 maggio 2017|

di George Szirtes, “The Guardian”, traduzione di Chiara Veltri.
Traduzione dall’ungherese dei versi di István Vas a cura di Andrea Rényi.

 

 

La cultura non è una faccenda puramente nazionale. Sono poeta e traduttore, e per me sarebbe inconcepibile leggere Chaucer senza essere consapevole delle figure di Dante e Boccaccio sullo sfondo, o Shakespeare senza Plutarco. O ancora, T.S. Eliot (anche lui immigrato in Gran Bretagna) senza far riferimento a centinaia di testi provenienti da altri paesi e scritti in altre lingue.

Questa forma di internazionalismo è la linfa vitale dell’arte. Non ha radici, è cosmopolita ed è un’espressione del libero pensiero. […]

Preannunciare un destino avverso: cosa possono dirci i romanzi di László Krasznahorkai sulla crisi dei rifugiati?

scritto da |3 maggio 2017|

 

László Krasznahorkai è conosciuto per i suoi romanzi impegnativi ed esistenzialisti e per la lunga collaborazione con Béla Tarr. Tuttavia, nonostante l’autore affermi il contrario, i suoi libri hanno preannunciato molto di quanto avvenuto in Ungheria negli ultimi anni.

di John McIntyre, “The Calvert Journal”, traduzione di Carlotta Spiga. […]

Roberto Bolaño cancellato

scritto da |1 dicembre 2016|

Qualche mese fa è stata diffusa la notizia che i libri di Bolaño, autore feticcio di Anagrama, sarebbero passati, su richiesta della vedova Carolina López, dalle fila di Herralde a quelle di Alfaguara. Il marchio di proprietà della Penguin Random House ripubblicherà, insieme a vari inediti, l’opera omnia dell’autore di 2666. Con questo articolo, Ignacio Echevarría, designato dallo scrittore cileno consulente per le questioni letterarie, rompe un meditato silenzio. E lo fa per chiarire il proprio ruolo e quello di quanti ruotarono intorno alla figura di Bolaño nell’amministrazione postuma della sua opera; per dissipare dubbi e malintesi e, ancor di più, per raccontare cosa c’è dietro alla sconcertante decisione di Carolina López, la cui rottura con Herralde, come precedentemente con buona parte di quanti formavano la cerchia più vicina allo scrittore negli ultimi anni della sua vita, sarebbe dovuta all’essere stati testimoni della relazione di Bolaño con Carmen Pérez de Vega. Presenza dell’ultima parte della vita di Bolaño che sta subendo un vero e proprio processo di “cancellazione”.

 

di Ignacio Echevarría, “El Cultural”, traduzione di Giorgia Esposito. […]

La poesia femminile azera contemporanea

scritto da |2 novembre 2016|

Storicamente, le donne azere hanno sempre rivestito un ruolo decisivo nella definizione dell’identità nazionale e culturale dell’Azerbaigian. Alison Mandaville, poetessa e docente dell’Università della California, e Shahla Naghiyeva, traduttrice e docente dell’Università di lingue dell’Azerbaigian, hanno raccolto l’opera di cinque giovani poetesse azere contemporanee e l’hanno resa disponibile in rete in traduzione inglese. Nel presentarci la genesi del loro lavoro, le due traduttrici tracciano uno spaccato della storia culturale dell’Azerbaigian e del ruolo che tenacemente le donne azere hanno dovuto e devono ancora oggi conquistarsi quotidianamente.

di Alison Mandaville e Shahla Naghiyeva, “World Literature Today”, traduzione di Chiara Messina.

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La rinascita della letteratura ucraina

scritto da |29 giugno 2016|

A lungo soffocata nella morsa della Russia, l’Ucraina sta finalmente vivendo la sua rinascita linguistica e letteraria.

 

di Steve Komarnyckyj, “Glasgow Review of Books”, traduzione di Gabriella Tonoli.
Consulenza linguistica e bibliografica per l’ucraino di Anita Vuco.

 

L’Ucraina incombe sulla cartina dell’Europa dell’est come un drago, il muso strofinato contro la Polonia e la coda mozza che s’inabissa ai bordi del Mar Nero. Eppure questo paese, il cui nero suolo attirò invasori sin dall’epoca in cui Gengis Khan piantò la sua tenda nella grande steppa, rimane invisibile. La letteratura ucraina è all’altezza di quella dei suoi vicini slavi, ma in Occidente è sconosciuta. […]

Geografia dell’immaginazione peruviana

scritto da |13 aprile 2016|

di Valerie Miles, “Words without Borders”, traduzione di Marella Fasano.

 

La pubblicazione del saggio introduttivo Geography of the Peruvian Imagination vuole essere un invito di Grafias alla lettura del numero monografico che la rivista “Words without Borders” ha dedicato alla rinascita della letteratura peruviana. Ringraziamo per la preziosa collaborazione e per la consueta disponibilità la direttrice Susan Harris. […]

Adattare l’inadattabile, ovvero portare in scena il capolavoro di Bolaño 2666

scritto da |30 marzo 2016|

Come tradurre oltre novecento pagine in cinque ore, secondo i registi di 2666.

di Monika Zaleska, “Literary Hub”, traduzione di Chiara Messina.

 

All’inizio dell’anno scorso ho letto che il Goodman Theatre di Chicago stava realizzando un adattamento scenico di 2666 grazie al contributo a sei cifre elargito da un ex membro della chiesa episcopale che aveva vinto il Powerball. Una storia che sembrerebbe strana perfino a Roberto Bolaño, eppure non è fiction. Il 6 febbraio di quest’anno il direttore artistico del Goodman, Robert Falls, e il drammaturgo in residence, Seth Bockley, hanno portato in scena per la prima volta la loro versione del capolavoro postumo di Bolaño. […]

Micronarrativa teatrale

scritto da |16 marzo 2016|

di Eduardo Gotthelf, “Quimera” (n. 386, gennaio ’16), traduzione di Cecilia Raneri.

Illustrazioni di Julia Isidori.

 

La micronarrativa[1] è un organismo mutante. Può prendere la forma di un racconto, di un epitaffio, di un’inserzione, di un decreto, di una notizia e molte altre. Una di queste possibilità è la micronarrativa teatrale, un sottogenere poco esplorato, tanto dagli autori quanto dalla critica. […]

Bello dona un anno di diritti d’autore a Wikipedia

scritto da |9 marzo 2016|

di Nicolas Gary, “ActuaLitté”, traduzione di Francesca Lenti.

 

  

Si tratta di un evento senza precedenti nella storia dell’enciclopedia online. Antoine Bello, scrittore franco-statunitense, ha appena accordato a Wikipedia la totalità delle sue royalty di un anno per ringraziare l’enciclopedia dei servizi ricevuti. Wikipedia sarebbe stata, per Bello, di primaria importanza per l’idea del Consorzio per la falsificazione della realtà – l’organizzazione segreta protagonista dei suoi due romanzi I falsificatori[1] e Gli illuminati[2]. Il terzo volume della trilogia è stato pubblicato in Francia nel marzo 2015 e, in un certo senso, Bello oggi ripaga il suo debito. […]

Attila ai confini del saggio

scritto da |24 febbraio 2016|

di Malva Flores, “Literal Magazine”, traduzione di Simona Palminteri.

 

Si narra che Attila, re degli Unni, “flagello di Dio”, non fosse un uomo così crudele come lui stesso desiderava essere dipinto. Amava la poesia, ma intimamente disprezzava – come Genserico, re dei Vandali – “il lusso della sconfitta”. Fu probabilmente in sella a Othar, alle porte di Costantinopoli, che pronunciò la frase che tutti ricordiamo: “Le stelle cadono, la terra trema, io sono il martello del mondo e dove passa il mio cavallo non cresce più l’erba”. Dopo un crudele assedio e il tradimento dell’imperatore Teodosio da parte di alcuni romani, Attila sottrasse a Costantinopoli un brutale tributo per i suoi eserciti. Teodosio era un pusillanime, Attila una macchina da guerra, e, come sempre in guerra, una macchina estremamente redditizia, che accelerò la fine dell’Impero romano. Tutti gli imperi giungono alla fine. Vengono sostituiti da altri, e mentre ciò accade le guerre intestine rappresentano la goccia che li va erodendo. […]