Della speculative fiction latinoamericana

scritto da |20 luglio 2018|

In collaborazione con Gli Eccentrici,
di Alberto Chimal, “Latin American Literature Today”, traduzione di Maria Cristina Cavassa

 

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Speculative fiction è un termine vago. Attribuito allo scrittore statunitense Robert A. Heinlein – così come pure a parecchi altri prima e dopo di lui –, è stato inizialmente usato nel periodo compreso tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del secolo scorso. A quei tempi, se ne proponeva l’utilizzo per parlare di un sottogenere già esistente nella letteratura, nel cinema e nella cultura popolare degli Stati Uniti: si pensava che potesse essere un nome più appropriato per ciò che allora veniva chiamato science fiction.

Perché si credeva necessario ribattezzare una forma narrativa che già all’epoca esisteva da decenni e che ora sta per compiere un secolo?

Il concetto di science fiction fu inventato nel 1926 dall’editore Hugo Gernsback, a cui è intitolato il celebre premio Hugo, ed è ancora oggi il termine più diffuso quando si tratta di classificare un cospicuo numero di filoni della narrativa popolare. […]

Il pluralismo religioso della letteratura contemporanea coreana

scritto da |9 maggio 2018|

 

di Bang Min-Ho, “Korean Literature Now”, traduzione di Daniela De Lorenzo

 

La Corea del Sud potrebbe sembrare un paese molto strano agli occhi di chi è abituato a vedere l’Occidente come la patria del cattolicesimo e del cristianesimo, il mondo arabo come la sfera islamica e l’Estremo Oriente come l’area buddhista. In Corea del Sud ci sono chiese cattoliche in ogni diocesi mentre quelle protestanti pullulano in tutte le città e le montagne sono costellate di templi buddhisti. Nella capitale Seul infine c’è anche una moschea centrale.

Se consideriamo quanto piccola sia la comunità cristiana in Cina e come la popolazione del Giappone sia composta perlopiù da buddhisti o shintoisti, il pluralismo religioso della Corea del Sud può apparire davvero singolare. I coreani sono molto aperti a nuovi credi religiosi e accolgono con piacere i vari sistemi di credenze diffusi nel resto del mondo. In questo lungo processo di adattamento religioso si è delineata una particolarissima tendenza sociale per la quale fedeli di diverse religioni convivono fianco a fianco senza problemi e senza contrasti. Ma un pluralismo religioso di questo tipo non si raggiunge certo dall’oggi al domani. […]

Are You an Echo? La poesia ritrovata di Kaneko Misuzu

scritto da |29 gennaio 2018|

Un libro illustrato celebra la vita e l’opera della poetessa giapponese scomparsa all’età di ventisei anni.

di Louise George Kittaka, “The Japan Times”, traduzione di Laura Strappa.
La traduzione dal giapponese dei versi di Kaneko Misuzu è di Francesca Rita Di Berardino.

 

Nella sua breve vita, la poetessa giapponese Kaneko Misuzu (1903-1930) ha prodotto un’opera su temi oggi non meno rilevanti di quando cominciò a comporre, quasi cento anni fa. In apparenza autrice di poesie per bambini, nel suo lavoro la Kaneko rivela un profondo rispetto per l’ambiente e una straordinaria consapevolezza della connessione che unisce tutti gli esseri viventi. […]

Fantascienza africana e letteratura

scritto da |5 dicembre 2017|

di Chinelo Onwualu, “Omenana”, traduzione di Marella Fasano.

 

Ho trascorso le ultime settimane ad arrovellarmi su un’insolita domanda: la fantascienza africana ha influenzato la tecnologia e la progettazione industriale africane? La risposta è: beh, sì e no.

Scienza e fantascienza sono sempre state legate, e ciò vale anche per l’Africa. Il problema è che l’innovazione scientifica e la fantascienza africane non sono ancora sufficientemente presenti nel cinema e nella letteratura per poter dire quanto di preciso si influenzino a vicenda. E per diverse ragioni comuni.

Per cominciare, manca una terminologia per definire chiaramente tanto la fantascienza quanto l’innovazione scientifica africane.

La narrativa speculativa gode di una lunga tradizione in questo continente. Tuttavia, nessuno è stato ancora in grado di dare un nome preciso a questo tipo di storie.

C’è senza dubbio una bella differenza tra la narrativa speculativa scritta da chi ha investito nell’Africa e nel suo futuro e quella semplicemente ambientata in Africa – nella quale il continente fa da scenografia esotica o da mero sfondo. […]

El mundo sensual

scritto da |25 settembre 2017|

“El mundo sensual”, il saggio introduttivo di Valerie Miles a “Tierra”, il secondo numero della serie di “Granta en español” dedicata ai quattro elementi (Agua, Tierra, Aire y Fuego).

di Valerie Miles, “Granta en español”, traduzione di Cecilia Raneri e Serena Talento.

 

L’impronta di una mano, probabilmente femminile, fu per più di trentamila anni la muta testimone della quiete di una caverna preistorica. Fino all’inafferrabile istante in cui questa mano, immobile nell’aria come una freccia rupestre, colpì il bersaglio: l’occhio di Jean-Marie Chauvet, il 18 dicembre del 1994. E il tempo si ripiegò su sé stesso. “Sono stati qui”, sospirò quando la freccia della fortuna raggiunse le sue sopracciglia aggrottate. “Poche le fronti capaci, come quella di Shakespeare o Melantone, di salire così in alto e di scendere così in basso che gli occhi risultano laghi montani immoti, eterni, limpidi e al di sopra, tra le rughe della fronte, par d’essere sulle tracce dei palchi di pensieri che scendono ad abbeverarsi, come i cacciatori degli altopiani scozzesi dietro all’orme del cervo sulla neve”[1], scrive Melville. […]

Traduzione e migrazione sono la linfa vitale della cultura

scritto da |17 maggio 2017|

di George Szirtes, “The Guardian”, traduzione di Chiara Veltri.
Traduzione dall’ungherese dei versi di István Vas a cura di Andrea Rényi.

 

 

La cultura non è una faccenda puramente nazionale. Sono poeta e traduttore, e per me sarebbe inconcepibile leggere Chaucer senza essere consapevole delle figure di Dante e Boccaccio sullo sfondo, o Shakespeare senza Plutarco. O ancora, T.S. Eliot (anche lui immigrato in Gran Bretagna) senza far riferimento a centinaia di testi provenienti da altri paesi e scritti in altre lingue.

Questa forma di internazionalismo è la linfa vitale dell’arte. Non ha radici, è cosmopolita ed è un’espressione del libero pensiero. […]

Preannunciare un destino avverso: cosa possono dirci i romanzi di László Krasznahorkai sulla crisi dei rifugiati?

scritto da |3 maggio 2017|

 

László Krasznahorkai è conosciuto per i suoi romanzi impegnativi ed esistenzialisti e per la lunga collaborazione con Béla Tarr. Tuttavia, nonostante l’autore affermi il contrario, i suoi libri hanno preannunciato molto di quanto avvenuto in Ungheria negli ultimi anni.

di John McIntyre, “The Calvert Journal”, traduzione di Carlotta Spiga. […]

Roberto Bolaño cancellato

scritto da |1 dicembre 2016|

Qualche mese fa è stata diffusa la notizia che i libri di Bolaño, autore feticcio di Anagrama, sarebbero passati, su richiesta della vedova Carolina López, dalle fila di Herralde a quelle di Alfaguara. Il marchio di proprietà della Penguin Random House ripubblicherà, insieme a vari inediti, l’opera omnia dell’autore di 2666. Con questo articolo, Ignacio Echevarría, designato dallo scrittore cileno consulente per le questioni letterarie, rompe un meditato silenzio. E lo fa per chiarire il proprio ruolo e quello di quanti ruotarono intorno alla figura di Bolaño nell’amministrazione postuma della sua opera; per dissipare dubbi e malintesi e, ancor di più, per raccontare cosa c’è dietro alla sconcertante decisione di Carolina López, la cui rottura con Herralde, come precedentemente con buona parte di quanti formavano la cerchia più vicina allo scrittore negli ultimi anni della sua vita, sarebbe dovuta all’essere stati testimoni della relazione di Bolaño con Carmen Pérez de Vega. Presenza dell’ultima parte della vita di Bolaño che sta subendo un vero e proprio processo di “cancellazione”.

 

di Ignacio Echevarría, “El Cultural”, traduzione di Giorgia Esposito. […]

La poesia femminile azera contemporanea

scritto da |2 novembre 2016|

Storicamente, le donne azere hanno sempre rivestito un ruolo decisivo nella definizione dell’identità nazionale e culturale dell’Azerbaigian. Alison Mandaville, poetessa e docente dell’Università della California, e Shahla Naghiyeva, traduttrice e docente dell’Università di lingue dell’Azerbaigian, hanno raccolto l’opera di cinque giovani poetesse azere contemporanee e l’hanno resa disponibile in rete in traduzione inglese. Nel presentarci la genesi del loro lavoro, le due traduttrici tracciano uno spaccato della storia culturale dell’Azerbaigian e del ruolo che tenacemente le donne azere hanno dovuto e devono ancora oggi conquistarsi quotidianamente.

di Alison Mandaville e Shahla Naghiyeva, “World Literature Today”, traduzione di Chiara Messina.

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La rinascita della letteratura ucraina

scritto da |29 giugno 2016|

A lungo soffocata nella morsa della Russia, l’Ucraina sta finalmente vivendo la sua rinascita linguistica e letteraria.

 

di Steve Komarnyckyj, “Glasgow Review of Books”, traduzione di Gabriella Tonoli.
Consulenza linguistica e bibliografica per l’ucraino di Anita Vuco.

 

L’Ucraina incombe sulla cartina dell’Europa dell’est come un drago, il muso strofinato contro la Polonia e la coda mozza che s’inabissa ai bordi del Mar Nero. Eppure questo paese, il cui nero suolo attirò invasori sin dall’epoca in cui Gengis Khan piantò la sua tenda nella grande steppa, rimane invisibile. La letteratura ucraina è all’altezza di quella dei suoi vicini slavi, ma in Occidente è sconosciuta. […]