di Sophie Rochester, “The Literary Platform”, traduzione di Alessia Cantagalli.

 

I due nuovi rapporti Found in Translation: How Social Media Platforms Can Help UK Publishers Understand Their Market In China (Nesta) e The Publishing Landscape in China: New and Emerging Opportunities for British Writers (“The Literary Platform”) sono stati pubblicati in occasione dell’inaugurazione del BookExpo America 2015, che quest’anno vede la Cina ospite dʼonore del Global Market Forum.

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Illustrazione di Shan Jiang. Fonte: www.everynicething.com

Il testo che segue è tratto dal rapporto The Publishing Landscape in China: New and Emerging Opportunities for British Writers pubblicato su “The Literary Platform”. Qui potete leggere i due rapporti in pdf.

Il panorama attuale dell’editoria cinese è al tempo stesso affascinante e complesso e sta attraversando unʼimportante fase di trasformazione, determinata dallʼapertura commerciale e culturale al resto del mondo e dallʼimpatto della tecnologia che, come in qualunque altro contesto, sta cambiando radicalmente il modo in cui i lettori consumano e condividono i contenuti scritti.

 

 

Capire il mercato

Secondo i rapporti, il mercato editoriale cinese (sia cartaceo che digitale) ammonta a 15,3 miliardi di euro (11,5 miliardi di sterline[1])[2]. I classici della narrativa inglese come Jane Eyre hanno sempre venduto bene in Cina, e la scrittrice inglese J.K. Rowling è stata lʼautrice di narrativa straniera che ha incassato di più in Cina nel 2012, guadagnando oltre 2,4 milioni di dollari (1,6 milioni di sterline)[3] in diritti dʼautore per Il seggio vacante[4], mentre lʼesordiente S.J. Watson si è classificato al quindicesimo posto, con oltre 161.000 dollari (106.000 sterline)[5] in diritti[6]. La crescita delle classi medie cinesi e la loro innegabile passione per i grandi marchi e per la cultura occidentali rappresentano, in generale, un’enorme opportunità per gli editori e per gli autori inglesi.

In Cina, inoltre, il numero di persone che parlano inglese cresce al ritmo di 20 milioni l’anno[7], e questo potrebbe offrire ad autori ed editori un pubblico di lettori in inglese quasi pari a quello degli Stati Uniti. Nelle università inglesi, quasi un quarto degli studenti universitari che frequentano i corsi post-laurea a tempo pieno sono cinesi[8], ed essi costituiranno le future generazioni di lettori in lingua inglese con un alto grado d’istruzione scolastica.

Dopo la cosiddetta Go out policy del 2009, il pacchetto di misure economiche studiate dal governo di Pechino per sostenere le aziende cinesi nello sviluppo di strategie rivolte allo sfruttamento dei mercati nazionali e internazionali su scala globale, gli editori in Cina lavorano ora molto di più con agenti e editori stranieri nell’ambito della compravendita internazionale dei diritti dʼautore. I loro cataloghi si sono inoltre ampliati e diversificati anche attraverso la collaborazione con i piccoli editori indipendenti.

Ma la trasformazione dell’editoria tradizionale in Cina non basta a spiegare tutto, perché i lettori cinesi leggono su smartphone e tablet una grande quantità di contenuti che non provengono dai canali tradizionali dell’editoria cinese, ma piuttosto da piattaforme di letteratura online come Cloudary (nota anche come Shanda o Shengda), che nel 2015 si è fusa con Tencent Literature.

In Cina gli editori tradizionali non hanno molta considerazione della letteratura online, come confermano le nostre interviste, e alcuni di loro la descrivono come un genere di narrativa di bassa qualità, ma gli esempi di successo e il grande numero di lettori risultano davvero impressionanti. Lo scrittore di fantasy online Jiang Nan è stato lʼautore cinese più pagato nel 2013, con 25,5 milioni di Yuan[9] (2,7 milioni di sterline)[10] frutto dei diritti dʼautore. Secondo i dati di EnfoDesk, un gruppo di ricerca che studia i dati provenienti da Internet, in Cina le entrate derivanti dalla lettura su dispositivi mobili hanno avuto un’impennata del 90,7% su base annua fino a raggiungere 1,47 milioni di Yuan (156 milioni di sterline)[11] nel secondo trimestre del 2013. Il numero di utenti attivi è arrivato a 434 milioni nello stesso periodo[12].

Questo enorme mercato, tuttavia, non sembra ancora in grado di creare opportunità per gli scrittori inglesi, dal momento che a dominare il mercato sono gli autori cinesi di narrativa di genere, maestri di cicli narrativi che ruotano intorno a temi tipicamente cinesi, come la storia antica della Cina.

 

Barriere all’entrata

Nonostante il potenziale esistente per editori e autori inglesi nel mercato cinese, esistono ancora molte barriere che rendono difficile muoversi al suo interno con successo. Da sempre le questioni relative alla pirateria, ai costi di traduzione, alle leggi sullʼimportazione e il timore della censura hanno scoraggiato gli editori e gli autori inglesi dal tentativo di operare in Cina, e continuano ancora a rappresentare dei seri ostacoli.

Ci sono però segnali che lasciano sperare che queste barriere stiano per crollare. La pirateria e il copyright sono temi prioritari nel programma del governo cinese, come dimostrato dal memorandum d’intesa del 2010 tra il Dipartimento per la proprietà intellettuale del Regno Unito e lʼAmministrazione nazionale per il copyright della Repubblica popolare cinese che “riconosce la necessità di promuovere, migliorare e rafforzare i sistemi nazionali di copyright”[13]. Questo impegno è attestato ulteriormente dalla creazione, nel Guangdong, del primo tribunale cinese dedicato alle controversie sulla proprietà intellettuale. Secondo alcuni questa sarà “una mossa ben accolta in un Paese a lungo criticato per la scarsa tutela di questo genere di diritti”[14].

Per quanto riguarda la censura, il controllo del governo sullʼindustria editoriale sta probabilmente cambiando, visto che viene riconosciuta agli stessi editori e alle piattaforme online una maggiore responsabilità nel decidere quali contenuti possano essere soggetti alla censura governativa. Adesso le politiche sui contenuti digitali sono gestite da un unico ente governativo cinese, lʼAmministrazione statale della stampa, dei periodici, della radio, del cinema e della televisione[15]. Tuttavia, “il ritiro da parte del governo cinese della licenza di messa online di Sina” nellʼaprile del 2014 dimostra che il governo stesso è capace e “ha tutta l’intenzione di continuare a fare controlli sui contenuti digitali”[16].

I limiti imposti dal governo cinese su altri tipi di contenuti multimediali importati dall’estero (come i film) non si applicano ai libri, e i processi di traduzione in inglese di contenuti scritti sono sistematicamente ostacolati, e ciò fa in modo che sia più semplice e economico rendere disponibili in Cina le edizioni tradotte.

 

Trasformazione digitale

In ogni caso, la trasformazione digitale dell’industria editoriale cinese pone delle sfide agli editori e agli scrittori inglesi. Su 414.000 libri pubblicati in Cina nel 2012, solo il 2,7% sono stati ebook[17], il tipo di contenuto digitale più comune per gli editori del Regno Unito. Il passaggio agli ebook in Cina è relativamente lento, da una parte perché il mercato della carta stampata e le vendite in libreria sono ancora molto forti, dallʼaltra per via della riluttanza degli editori cinesi a mettere in commercio le edizioni digitali dei loro libri, riluttanza anche dovuta al timore della pirateria e alla paura di danneggiare il loro stesso mercato cartaceo. Il Kindle di Amazon, che negli ultimi cinque anni ha determinato la rapida adozione degli ebook nel Regno Unito e negli Stati Uniti, è stato introdotto in Cina solo di recente, e attualmente Amazon sta lavorando attivamente con gli editori cinesi al fine di poter acquistare regolarmente i diritti degli ebook dallʼestero.

Inoltre, nellʼaprile 2015 il governo cinese ha reso pubblico un documento emanato dallʼAmministrazione statale della stampa, dei periodici, della radio, del cinema e della televisione (SAPPRFT) che invita le case editrici tradizionali a passare al digitale più velocemente. Il documento propone la creazione di diversi gruppi editoriali che diventino “forti, influenti e credibili nellʼarco di tre-cinque anni” specificando che “lʼintegrazione delle pubblicazioni tradizionali e digitali è la chiave per affrontare le sfide poste dal rapido sviluppo dell’informatica”[18].

Secondo alcune previsioni il mercato degli ebook in Cina è pronto a decollare, ma una sfida importante per gli editori e gli autori inglesi sarà data dal basso prezzo degli ebook, che renderà difficile realizzare profitti se non con la vendita dei bestseller. Data lʼenorme quantità di materiale contraffatto in circolazione, i prezzi degli ebook si mantengono molto bassi e i consumatori non sembrano disposti a pagare molto per i contenuti digitali. In altri paesi in cui il materiale contraffatto è sempre stato ampiamente disponibile, come la Russia e lʼIndia, lʼistituzione di un mercato degli ebook diversificato e legale ha determinato una sensibile riduzione della pirateria e un graduale aumento dei prezzi degli ebook. Questo modello fa ben sperare per il mercato degli ebook in Cina: con i distributori legali di ebook determinati a entrare nel mercato cinese, gli editori e gli autori inglesi che sapranno mettere in atto valide strategie dʼinvestimento a lungo termine avranno tutto da guadagnare.

Un primo passo potrebbe essere quello di aprire profili su piattaforme social cinesi come Weibo, WeChat e Douban. Gli editori cinesi stanno già entrando direttamente in contatto con i lettori grazie a questi canali attraverso la creazione di profili su tutti i più importanti social. Anche molti marchi della moda, mezzi di informazione e istituzioni inglesi hanno cominciato a entrare direttamente in contatto con gli utenti cinesi, in particolare su Weibo che ha 61,4 milioni di utenti attivi al giorno[19].

Alcuni marchi inglesi hanno avviato le loro strategie social sulle piattaforme cinesi e stanno diffondendo i loro contenuti marketing prima di lanciare i loro prodotti in Cina: questo approccio strategico potrebbe suggerire a editori e scrittori inglesi un modo interessante per proporsi ai lettori cinesi.

Nel gennaio 2014 un articolo sulla rivista “The Economist” dichiarava:

“Ovunque, in futuro, i mercati di beni di consumo guarderanno con sempre maggiore interesse a quello cinese. Saranno sempre più cosmopoliti, orientati al lusso e alla vendita online. Le aziende che oggi sono in grado di avere successo in Cina non solo hanno conquistato il mercato attualmente più difficile, ma si stanno anche creando una buona posizione in quello di domani”[20].

Con l’esplosione dei social media cinesi e il proliferare dei canali di vendita online di ebook, autori ed editori inglesi svilupperanno sicuramente sistemi più veloci e diretti per comunicare con i lettori cinesi. È meno chiaro, in questo momento, come questi sistemi possano tradursi in flussi di entrate, ma prima gli editori e gli autori inglesi proveranno a capire come entrare in relazione con questo enorme pubblico online e prima capiranno come trarre profitto economico da questa relazione.

 

[1] Per convertire in sterline britanniche le valute estere presenti in questo rapporto è stato usato XE Currency Converter ai tassi di cambio di maggio 2015.

[2] International Publishers Association, Annual Report October 2013 – October 2014, IPA Global Publishing Statistics. Il rapporto è scaricabile a questo link.

[3] 2,1 milioni di euro, ndt.

[4] The Casual Vacancy, Little, Brown and Company, Londra 2012; Il seggio vacante, traduzione di Silvia Piraccini, Salani, Milano 2012.

[5] 142.000 euro, ndt

[6] Fonte: “China Daily”, ottobre 2012, classifica in base ai diritti dʼautore incassati in Cina.

[7] British Council, 2012.

[8] Richard Adams, Almost a Quarter of Postgrad Students at English Universities are Chinese, “The Guardian”, 2 aprile 2014.

[9] Yao Minji, Fantasy Novelist Earns US $4,2m to Top List of Wealthiest Writers, “Shanghai Daily”, 6 dicembre 2013.

[10] 3,7 milioni di euro, ndt.

[11] 213 milioni di euro, ndt.

[12] Meng Jing, Tencent Taps into Chinaʼs Online Literature Market, “China Daily”, 10 settembre 2013.

[13] Memorandum of Understanding on Strategic Cooperation on Copyright between the Intellectual Property Office of the United Kingdom and The National Copyright Administration of the Peopleʼs Republic of China, 2010.

[14] Keith Zhai, China Planning to Open Nationʼs First Intellectual Property Court in Guangdong, “South China Morning Post”, 23 aprile 2014.

[15] Nel 2013 lʼAmministrazione generale della stampa e dei periodici e lʼAmministrazione statale della radio, del cinema e della televisione sono confluiti nellʼAmministrazione statale della stampa, delle pubblicazioni, della radio, del cinema e della televisione (SAPPRFT). Anche lʼAmministrazione nazionale per il copyright, un dipartimento subordinato allʼAmministrazione generale della stampa e dei periodici (GAPP), è confluita a sua volta nella SAPPRFT.

[16] Glyn Moody, Chinaʼs Internet Giant Sina.com Loses Publication License, “Techdirt”, 30 aprile 2014.

[17] Global eBook Report, Rüdiger Wischenbart Content and Consulting, 2013.

[18] Xinhua, China to build new digital publishing groups, “China Daily”, aprile 2015.

[19] Sina says Weibo Daily Active Users up 4 pct to 61.4 million, Reuters, 25 febbraio 2014.

[20] Chinese Consumers: Doing it their Way, “The Economist”, 25 gennaio 2014.

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